Metti un venerdì sera, con la pioggia che cade incessantemente e le temperature a dir poco autunnale.
Cosa si può fare di meglio, se non andare al cinema? Soprattutto se il film che danno è il tanto atteso Yves Saint Laurent
Il risultato è quello di alienarsi, staccare il cervello ed immergersi nel favoloso mondo della moda, a partire dal romanticismo iper-femminile degli anni ’50 fino alla trasgressione degli anni ’70.
Del film ho apprezzato tantissime cose ed è per questo che lo consiglio a tutti: addetti alla moda o semplicemente appassionati di stile.
Sono venuta a conoscenza di tante cose: la provenienza algerina di YSL, la direzione artistica a capo della mason Dior a soli 21 anni, la sua relazione sentimentale e professionale con Pierre Bergè, la sua malattia.
Sono rimasta letteralmente senza fiato di fronte alla sua capacità di trasformare un pezzo di stoffa in un abito di Alta Moda, ammaliata dall’elegante bellezza delle sue prime creazioni, gentilmente messe a disposizione dalla Fondazione YSL, stupita dalla sua modernità e dal suo avanguardismo. 
E per chi non fosse così amante della moda, potrà comunque “rifarsi gli occhi” con i bellissimi interni delle case di Parigi e Marrakech.
 

 

 

 

 

 
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